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SEO on page: cos’è e come ottimizzare il sito web in 11 mosse

La SEO on page (o SEO on-site) consiste nell’ottimizzare le pagine di un sito web per facilitarne la scansione e la comprensione, sia da parte dei motori di ricerca che degli utenti. Questo chiaramente, con il fine di essere indicizzato da Google e Bing al di sopra dei tuoi competitor. La mia esperienza come consulente SEO e SEM mi ha portato ad elencare 11 mosse basilari che riporto di seguito.

L’ottimizzazione SEO on page più classica include l’URL parlante (è un url che comprende solitamente il titolo o parte di esso) il titolo (anche detto tag title o H1) la scelta di sottotitoli (tag H2, H3, ecc..) i collegamenti interni (link interni) e i contenuti, cuore di ogni sito web.

 

Nelle SERP più competitive l’ottimizzazione on page non è sufficiente, per tale ragione in aggiunta si ricorre alla SEO off-page, cioè l’utilizzo dei segnali esterni. Tra questi i più conosciuti sono i backlinks (link esterni che portano al tuo sito), segnali social, menzioni e tutto quello che può rendere più popolare il tuo sito senza intervenire direttamente su di esso. Ma di questo parleremo in un altro articolo, ora concentriamoci sula SEO in pagina.

 

SEO title tag

Il titolo di un articolo o pagina è la parte più importante della Seo on page. Questo indica ai motori di ricerca l’intento del contenuto creato ed ancora oggi è il primo segnale per indicizzare correttamente una risorsa. Una domanda molto frequente è “quanto deve essere lungo il titolo per una corretta SEO?” La lunghezza della title non deve superare i 60 caratteri. Chiaramente al suo interno dovrà avere la keyword per la quale vuoi ottenere il posizionamento organico in SERP. In molti CMS (content management system) la title viene riportata nel codice HTML con il tag di intestazione H1.

 

Meta description / snippet

La meta description (o snippet) è la descrizione che compare sotto la title quando viene indicizzato un risultato nella SERP di Google o altri motori di ricerca. La lunghezza della meta description non deve superare i 160 caratteri. Anche qui è bene inserire la keyword primaria e del testo che inviti maggiormente ad effettuare il click. Questo aspetto dell’ottimizzazione on page insieme alla Title fanno variare moltissimo il tuo CTR (click to rate) ovvero la percentuale di utenti che vedendo il tuo annuncio possono farvi click. Esempio: un CTR del 10% significa che su 10 persone che vedono il tuo annuncio in SERP uno entra nel tuo sito web.

 

Url parlante

Meno visibile per alcuni utenti ma di grande importanza per i motori di ricerca è l’url. L’indirizzo della pagina web aiuta ad indicizzare i tuoi contenuti e anche qui è buona norma inserire la tua chiave principale. Quando si parla di buona ottimizzazione SEO on page, questo parametro, è a mio avviso fondamentale. Dimenticavo, la lunghezza dell’url non dovrebbe superare i 75 caratteri.

 

Indice dei contenuti per la SEO on page

Quando ho iniziato, era una pratica non molto usata ma ti posso assicurare che inserire un indice dei contenuti in alcune delle tue pagine (table of content in inglese) può darti un vantaggio sui tuoi competitor. Inoltre questa pratica aiuta tantissimo la fruibilità del contenuto da parte dei tuoi utenti, aumentando in alcuni casi anche il tempo di permanenza. Chiaramente l’indice va agganciato ai sottotitoli che trovi lungo la risorsa. Quando parliamo di SEO on page l’insieme di cose può fare la differenza, non dimenticarlo!

 

Alt text foto e webp

Nominare i file delle immagini e descrivere le stesse utilizzando l’alt text ti garantisce di poterle indicizzare correttamente. Anche qui è bene inserire delle chiavi a patto di non forzare troppo la mano. Questo aspetto dell’ottimizzazione on page puo anche darti la possibilità di intercettare del traffico da Google Immagini. Infatti, se un utente inserisce la sua chiave ed effettua la ricerca mediante le immagini, potrebbe trovare e fare click sulla tua. In questo modo può anche entrare nel tuo sito web.

Un altro accorgimento è quello relativo al loro peso. Minimizza e comprimi, ti lascio questo tool gratuito -> Optimizilla per aiutarti nel caso tu non sappia usare Photoshop o simili. Puoi anche decidere di utilizzare le immagini con formato webp per ridurre ulteriormente il loro peso del 30% ma stai attento durante il loro settaggio altrimenti avrai problemi durante la loro visualizzazione con alcuni browser. Una regola generale è di non superare i 100 Kb e 72 dpi per foto e inserirne di originali.

 

Keywords research

Questa parte è molto importante. Trovare keywords con la stessa intenzione di ricerca e chiavi correlate da inserire nel testo ti permette di evidenziare l’area semantica in cui operi. I migliori tools per aiutarti in questa operazione sono a pagamento (e anche molto costosi) ma da soli sono a mio avviso inutili. Vanno utilizzati nel giusto modo da una persona esperta che li sappia interpretare. Puoi anche usare il keyword planner di Google ma per ottenere dei volumi di ricerca ben definiti dovrai attivare una campagna a pagameto in Google ADS. Fatti questi accorgimenti, ti assicuro che se la tua risorsa non è di qualità, nessuno farà l’azione per la quale hai creato la pagina.

 

Velocità di caricamento

La velocità di caricamento del tuo sito web è un fattore di ranking da tenere costantemente sotto controllo. A mio avviso, se il tuo sito supera i 3 secondi per aprirsi, sei nei guai! Gli utenti che navigano in internet sono sempre meno pazienti e la lentezza del tuo sito favorisce il tasso di abbandono ancor prima che qualcuno possa valutare il tuo contenuto. Ti lascio un link al -> PageSpeed Insights di Google per verificarla sia da desktop che da mobile.

 

Sito web responsive

Possiamo fare il miglior contenuto del mondo ma se non riusciamo a vederlo correttamente sarà tutto inutile. Il tuo sito web deve necessariamente essere almeno mobile friendly. Ancor meglio, tutti i dispositivi (desktop, smartphone e tablet) devono visualizzare alla perfezione il tuo sito web. Ci tengo a specificare inoltre che ad oggi la maggior parte dei tuoi potenziali clienti verrà da telefono, quindi crea il tuo sito cominciando da lì e non da desktop. Con il mobile first indexing Google avverte che l’indicizzazione parte dagli smartphone va da se che come fattore SEO on page quello del sito web responsive è basilare.

 

Dati strutturati

I dati strutturati sono delle informazioni aggiuntive che possono essere inserite all’interno del codice della pagina. Tali informazioni sono standardizzate e solitamente sono json-ld o microdata. Lo scopo di questa pratica è aiutare Google e gli altri motori di ricerca a comprendere in modo migliore il contenuto da te creato. Questa ottimizzazione on page è meno conosciuta di altre pratiche e forse per questo è un qualcosa da implementare assolutamente per garantirti un piccolo vantaggio. Ti lascio un link utile dove puoi trovare altre informazioni su questo argomento -> schema.org

 

Linking interna ed articoli correlati

La corretta architettura di un sito web è molto importante per aumentare il tempo di permanenza. Gli articoli di approfondimento collegati nei giusti punti danno informazioni ai motori di ricerca riguardanti il modo esaustivo o meno su come si affrontano gli argomenti trattati. I link interni posti correttamente possono avvantaggiarti notevolmente rispetto ai tuoi competitor ed aiutarti ad ottimizzare la SEO on page. Oltre a questo, riducono il tasso di rimbalzo.

 

Call to action

Le call to action sono i tasti che portano l’utente ad effettuare l’azione per cui e stata realizzata la risorsa. Creane e inseriscili nei punti cardine della pagina. Google, in particolare, fa molta attenzione a quello che viene fatto all’interno del tuo sito premiandoti se realmente utile.

 

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Osservazioni personali sull ottimizzazione on page

  • Ho sentito dire che la lunghezza del contenuto è importante e di certo in alcuni casi è innegabile. Ad ogni modo ti assicuro che ho visto pagine posizionarsi con contenuti pressochè nulli tra le prime posizioni. Quello che devi valutare è l’intenzione di ricerca dell’utente, rispondi correttamente e sarai premiato.
  • I link esterni a risorse di valore possono darti una spinta in più in alcuni casi. Se decidi di inserirne ricordati di implementare nel codice i giusti attributi, ti lascio questa guida per aiutarti -> “link do follow, no follow ed altri attributi“.
  • La possibilità di condividere sui social il contenuto dalla pagina non è un diretto fattore di ranking ma a mio avviso è necessario per aumentarne le condivisioni. Non tutti gli utenti sanno copiare un URL.
  • Privacy policy e cookie policy non sono diretti fattori che contribuiscono alla SEO on page ma personalmente non ho mai visto siti che ne sono sprovvisti, essere posizionati per keywords degne di nota.
  • Se cerchi altre informazioni generiche sulla SEO puoi trovarle qui -> “Seo cos’è è perchè ottimizzare i siti internet“. Spero che la guida “SEO on page: cos’è e come ottimizzare il sito web in 11 mosse” ti sia stata utile, se hai domande lasciale pure nei commenti 😉

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1 commento su “SEO on page: cos’è e come ottimizzare il sito web in 11 mosse”

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